Chirone in Pesci

Foto: chirone in pesci, la chiave di tutto

quiz dei quiz, i pesci sono di fatto la malattia come la forza di guarire, 
l'isolamento e la paura, ma anche il medico guaritore. 
Chirone è una figura mitologica, una evidente metafora del dolore. 
Rappresenta il dolore che dobbiamo sopportare, e allo stesso tempo 
(i due pesci danzano legati da un filo), è il segno di chi come 
risposta ai mali del mondo, si occupa di alleviare le ferite degli altri. 

Quando si parla dei pesci si parla sostanzialmente di ferite emotive.  
Una parte importante del processo di guarigione ha radici profonde 
nei sensi di colpa o nel fatalismo, che devono essere rimossi, 
e nell'atteggiamento generale e circostanziale nei confronti 
di pene dolori o malattie, che deve cambiare. 
Nella fase pescina il processo in atto può diventare in tutti e due 
i casi alquanto drammatico e vitale allo stesso tempo, 
sia se parliamo di vittime che di  guaritori, sia che ci si lasci andare, 
sia che si combatta fieramente la malattia. 

Il personaggio in questione, il mitologico centauro viene accidentalmente 
ferito da ercole, suo allievo e amico, ma non muore. 
Allo stesso tempo non è in grado di curare se stesso, ma continua nella 
sua missione di far star bene gli altri. 

I componenti della famiglia dei centauri sono tristemente famosi per la 
loro baldoria, la lussuria, gli eccessi l'indulgenza e la violenza, 
le ubriacature il saccheggio e lo stupro, meno lui, Chirone. 
Al contrario della sua stirpe, si prende cura degli altri, 
ricercatissimo, colto e intelligente, gran conoscitore della medicina, 
la guarigione, l'insegnamento e l'astrologia, e un pò di tutte le altre cose. 

E pensare che era nato male, rifiutato dalla madre, visto come un mostro.

Viene però premiato da una grande fortuna, intenerisce il dio apollo, 
che lo favorisce. 
Chirone, accompagnato dal pianeta Nettuno a poca distanza sta proprio bene 
in pesci e tramanda questo messaggio.

Non sono solo le ferite emotive ad incidere nel processo di guarigione, 
ma anche le paure più ataviche, quelle che nei Pesci diventano il terrore
dell'annegamento o soffocamento, o di soccombere. 
E' qui che entra in azione il lato mistico di chirone in pesci, 
alimentato da una piena fiducia che l’Universo si sta prendendo cura 
di tutto, e quindi anche di lui.

Edgar Cayce, famoso guaritore a distanza e personaggio controverso, nasce
Pesci con Chirone in ariete in IX, quindi con grandi capacità medianiche. 
La sua biografia e'un buon esempio degli effetti di Chirone.
http://www.astrotheme.com/astrology/Edgar_Cayce

L'uomo moderno ha dimenticato questa visione del mondo antico, molto più unitaria, più umanistica e mistica. Vedere la questione da più punti vista, come può fare i pesci, è dalla nostra società giudicato come "sognare ad occhi aperti" "immaginare" "vedere più lontano", "fantasticare". 
Chi si occupa di qualunque cosa oggi non è tenuto a nessuna di queste cose, 
perchè chi si occupa di diagnostica, non deve andare oltre quello, 
chi si occupa di debellare la malattia, uguale, chi di recuperare o  di insegnare, 
tutte fasi diverse, difficile attuare le tre cose insieme. 
I livelli quindi sono diversi, ma per gli abitanti pescini dell'oceano cosmo, 
l'avventura può esistere contemporaneamente in svariati livelli. 

E la guarigione? E' un concetto legato a frequenza e ritmo, come anche il più sparuto e scettico dei miei amici può riscontrare e trovare dapertutto; nelle indagini strumentali come nei bugiardini, nelle sintomatologia come nelle ricette, 
nelle prognosi, creando lo standard di una pastiglia ogni otto ore. 
I pesci, occasionalmente devo dire, fanno anche abuso di farmaci. 
Le tempeste poseidoniche dei loro sentimenti sono più o meno frequenti.

A seconda del segno, se veloce o lento, chirone può stazionare in un segno 
astrologico 3 o 4 anni, e rimarrà in pesci fino al 2019, quando entrerà in Ariete.
Questo ciclo è importante dal punto di vista della astrologia medica, ed esprime bene il concetto di infermità acuta o cronica, periodo di latenza, prospettive di guarigione e durata della convalescenza. A secondo del segno può dare ottime indicazioni sul tipo di strategia medica, aggressiva o meno ad esempio, e quale tipo di risposta fisica,portando alla luce quel processo importantissimo (prima fase della malattia) che consiste nel riconoscere i sintomi come tali. 
Sucessivamente, può arrivare la consapevolezza e solo dopo un determinato periodo, circoscritto nel risultante braccio di ferro tra malattia e forza di guarire, 
può arrivare la convalescenza e quindi la guarigione. 
Alla medicina moderna interessano molto poco queste cose, perchè si occupa principalmente di profitto e di manipolazione. Stimolare la forza di guarire, è difficile anche perchè non è uguale per tutti. Nella mia carriera ho conosciuto diversi medici, laureati, che conoscono bene e usano lo strumento astrologia, ma sono sempre troppo pochi.

chirone in pesci, la chiave di tutto

quiz dei quiz, i pesci sono di fatto la malattia come la forza di guarire,
l’isolamento e la paura, ma anche il medico guaritore.
Chirone è una figura mitologica, una evidente metafora del dolore.
Ra…ppresenta il dolore che dobbiamo sopportare, e allo stesso tempo
(i due pesci danzano legati da un filo), è il segno di chi come
risposta ai mali del mondo, si occupa di alleviare le ferite degli altri.

Quando si parla dei pesci si parla sostanzialmente di ferite emotive.
Una parte importante del processo di guarigione ha radici profonde
nei sensi di colpa o nel fatalismo, che devono essere rimossi,
e nell’atteggiamento generale e circostanziale nei confronti
di pene dolori o malattie, che deve cambiare.
Nella fase pescina il processo in atto può diventare in tutti e due
i casi alquanto drammatico e vitale allo stesso tempo,
sia se parliamo di vittime che di guaritori, sia che ci si lasci andare,
sia che si combatta fieramente la malattia.

Il personaggio in questione, il mitologico centauro viene accidentalmente
ferito da ercole, suo allievo e amico, ma non muore.
Allo stesso tempo non è in grado di curare se stesso, ma continua nella
sua missione di far star bene gli altri.

I componenti della famiglia dei centauri sono tristemente famosi per la
loro baldoria, la lussuria, gli eccessi l’indulgenza e la violenza,
le ubriacature il saccheggio e lo stupro, meno lui, Chirone.
Al contrario della sua stirpe, si prende cura degli altri,
ricercatissimo, colto e intelligente, gran conoscitore della medicina,
la guarigione, l’insegnamento e l’astrologia, e un pò di tutte le altre cose.

E pensare che era nato male, rifiutato dalla madre, visto come un mostro.

Viene però premiato da una grande fortuna, intenerisce il dio apollo,
che lo favorisce.
Chirone, accompagnato dal pianeta Nettuno a poca distanza sta proprio bene
in pesci e tramanda questo messaggio.

Non sono solo le ferite emotive ad incidere nel processo di guarigione,
ma anche le paure più ataviche, quelle che nei Pesci diventano il terrore
dell’annegamento o soffocamento, o di soccombere.
E’ qui che entra in azione il lato mistico di chirone in pesci,
alimentato da una piena fiducia che l’Universo si sta prendendo cura
di tutto, e quindi anche di lui.

Edgar Cayce, famoso guaritore a distanza e personaggio controverso, nasce
Pesci con Chirone in ariete in IX, quindi con grandi capacità medianiche.
La sua biografia e’un buon esempio degli effetti di Chirone.
http://www.astrotheme.com/astrology/Edgar_Cayce

L’uomo moderno ha dimenticato questa visione del mondo antico, molto più unitaria, più umanistica e mistica. Vedere la questione da più punti vista, come può fare i pesci, è dalla nostra società giudicato come “sognare ad occhi aperti” “immaginare” “vedere più lontano”, “fantasticare”.
Chi si occupa di qualunque cosa oggi non è tenuto a nessuna di queste cose,
perchè chi si occupa di diagnostica, non deve andare oltre quello,
chi si occupa di debellare la malattia, uguale, chi di recuperare o di insegnare,
tutte fasi diverse, difficile attuare le tre cose insieme.
I livelli quindi sono diversi, ma per gli abitanti pescini dell’oceano cosmo,
l’avventura può esistere contemporaneamente in svariati livelli.

E la guarigione? E’ un concetto legato a frequenza e ritmo, come anche il più sparuto e scettico dei miei amici può riscontrare e trovare dapertutto; nelle indagini strumentali come nei bugiardini, nelle sintomatologia come nelle ricette,
nelle prognosi, creando lo standard di una pastiglia ogni otto ore.
I pesci, occasionalmente devo dire, fanno anche abuso di farmaci.
Le tempeste poseidoniche dei loro sentimenti sono più o meno frequenti.

A seconda del segno, se veloce o lento, chirone può stazionare in un segno
astrologico 3 o 4 anni, e rimarrà in pesci fino al 2019, quando entrerà in Ariete.
Questo ciclo è importante dal punto di vista della astrologia medica, ed esprime bene il concetto di infermità acuta o cronica, periodo di latenza, prospettive di guarigione e durata della convalescenza. A secondo del segno può dare ottime indicazioni sul tipo di strategia medica, aggressiva o meno ad esempio, e quale tipo di risposta fisica,portando alla luce quel processo importantissimo (prima fase della malattia) che consiste nel riconoscere i sintomi come tali.
Sucessivamente, può arrivare la consapevolezza e solo dopo un determinato periodo, circoscritto nel risultante braccio di ferro tra malattia e forza di guarire,
può arrivare la convalescenza e quindi la guarigione.
Alla medicina moderna interessano molto poco queste cose, perchè si occupa principalmente di profitto e di manipolazione. Stimolare la forza di guarire, è difficile anche perchè non è uguale per tutti. Nella mia carriera ho conosciuto diversi medici, laureati, che conoscono bene e usano lo strumento astrologia, ma sono sempre troppo pochi.

La quadratura Urano Plutone, 2012-2015

darkmoon
Il pianeta Urano è sempre stato associato ai movimenti rivoluzionari. Al momento della sua scoperta, 13 Marzo 1871, fermentavano i bollori che avrebbero portato da lì a qualche anno, alla Rivoluzione …francese del 1879. Urano porta il nome della divinità greca del cielo Urano (Οὐρανός in greco antico), padre di Crono (nella religione romana, Saturno) a sua volta padre di Zeus (nella religione romana, Giove). Sebbene sia visibile anche ad occhio nudo come gli altri cinque pianeti noti fin dall’antichità non fu mai riconosciuto come tale a causa della sua bassa luminosità e della sua orbita particolarmente lenta; venne scoperto infatti soltanto il 13 marzo 1781 da William Herschel diventando così il primo pianeta ad essere stato scoperto tramite un telescopio.Da quel momento in poi nessuno fu più sicuro del reale numero di pianeti del nostro sistema solare. Una delle caratteristiche più insolite del pianeta è l’orientamento del suo asse di rotazione. Tutti gli altri pianeti hanno il proprio asse quasi perpendicolare al piano dell’orbita, mentre quello di Urano è quasi parallelo. Ruota quindi mantenendo uno dei suoi poli verso il Sole. In astrologia quindi lo associamo ai cambiamenti rivoluzionari, e la tentazione collettiva di sentirsi diversi (Acquario). Quindi anche ai paradossi del mondo di oggi, dove se tutti sono tentati dalla diversità, si finisce per essere tutti uguali, c’è uniformità e omologazione.
Plutone è un pianeta nano orbitante nelle regioni periferiche del sistema solare, con un’orbita eccentrica a cavallo dell’orbita di Nettuno; fu scoperto nel 1930 da Clyde Tombaugh e inizialmente classificato come il nono pianeta. Dopo la sua scoperta, il nuovo corpo celeste venne battezzato in onore di Plutone, divinità romana dell’oltretomba. Essendo il confine del sistema solare richiama il concetto di morte e l’avventurarsi in zone sconosciute e pericolose (Scorpione). La combinazione è esplosiva, significa cambi senza sicurezza del futuro e lo stiamo vedendo nelle varie ricette che ha combinato il mondo di oggi, tutti piatti difficili da digerire: instabiltà economica, instabilità politica (specialmente in Italia) ed instabilità sociale per l’enorme confusione di movimenti tra loro opposti, che creano una sorta di paralisi (in termini medici: contrattura) di tutto il sistema che noi stessi abbiamo creato. Si infatti, la quadratura di oggi è la continuazione della congiunzione Urano Plutone degli anni ’60, che come ricordiamo, era fatta di Vietnam, l’assassinio di John Kennedy, ancora oggi un mistero, i Flower Children, Peace and Love, il rifiuto della guerra da parte dei giovani, il movimento psichedelico (Beatles e Rolling Stones), scoperte come il laser, che tra l’altro ha rivoluzionato il mondo della musica e dell’immagine, e tante altre tendenze ancora oggi presenti, come ecologisti, naturisti, etc…
Le quadrature sono una sorta di braccio di ferro tra due energie contrastanti, da una parte l’inerzia, il conservatorismo, “continuamo così a tutti i costi” (Plutone in Capricorno), e dall’altra, no no, bisogna cambiare ormai è necessario cambiare (Urano in Ariete). I cambiamenti avverranno certamente ma il processo è lento e a volte doloroso, sarà sicuramente affascinante assistere alla creazione di una nuova società mondiale, di nuove realtà costruite nella visione del bene di tutti e non, come succede oggi, del bene di solo sezioni di privilegiati della società, politici, banchieri, imprenditori. Papa Francesco incarna bene questa energia del cambio, come tutti possono vedere nel suo illuminato lavoro. Se ne è parlato in questo stesso blog http://astrologia.myblog.it/archive/2013/03/17/francesco-e-un-vero-sagittario.html
(nel grafico la presente Luna Nera in Toro, con Urano all’Ascendente e Plutone congiunto Venere al Medio Cielo in Capricorno)

ASTROLOGIA ESOTERICA

mercoledì 3 dicembre 2008 ASTROLOGIA ESOTERICA Vediamo di comprendere meglio la differenza tra Astronomia e Astrologia. Cosa significa la parola “Astrologia”? “Astro” significa “nascosto, esoterico”. “Logo” viene da una radice composta di ELLE e di GI, che significa “rivelare”. In greco “logo” è la parola, la prima e più importante rivelazione del pensiero. Dunque l’Astrologia è la “rivelazione del segreto”. Si tratta del segreto della nostra esistenza, della nostra unicità, del compito a cui siamo chiamati, dei talenti e doni la cui utilizzazione può darci la vera felicità. È la via per scoprire il nostro nome segreto. Infatti ogni anima possiede un nome particolare, nel quale è contenuta tutta la sua essenza, così come una formula chimica condensa in sé l’intera descrizione della sostanza in questione. Prima di scendere nel corpo, ogni anima sente pronunciare il proprio nome, ma non in un semplice modo parlato. Lo sente “cantare”, con una melodia particolare, diversa da anima ad anima. Poi, scendendo nel corpo, tutto ciò viene dimenticato, ad eccezione della sensazione provata sentendo quella melodia soave e divina. Per la restante parte della vita la persona, coscientemente o meno, ricerca in continuazione quella melodia, mossa da una indescrivibile nostalgia. I mistici di varie culture hanno testimoniato come i pianeti e le stelle, durante i loro moti costanti e armonici, emettano dei suoni, che si sommano in una sinfonia cosmica noto col nome di “armonia delle sfere”. L’Astrologia è l’educarsi a percepire tale musica suprema. Il tema natale astrologico, per chi ha orecchi per sentire, è la partitura musicale sulla quale è descritta l’armonia il cui canto ha accompagnato la pronuncia del nostro nome segreto poco prima di nascere. Cos’è invece “l’Astronomia”?. “Nomo” viene da una radice, ENNE e EMME, che significa “contare” (“NuMerare”). L’Astronomia “conta”, “nomina”, ma non spiega. L’Astrologia traduce i nomi e i fatti in precisi insegnamenti esistenziali. Per esempio: la nascita delle stelle avviene tramite il concentrarsi di una massa via via crescente di polvere interspaziale e di nubi di gas. La forza di gravità è la responsabile di tale concentrazione. Raggiunto un punto critico si innesca un processo a catena tramite il quale la materia si converte in una grande quantità di energia, che viene irradia all’esterno. Spiritualmente vediamo in ciò la trasformazione di una tendenza egocentrica in una tendenza puramente altruistica: la stella che brucia se stessa per dare vita e calore tutt’intorno. L’Astronomia misura i periodi esatti delle varie rivoluzioni planetarie; l’Astrologia dà loro un significato umano. Qui di seguito diamo qualche esempio di come operi la mentalità associativa del simbolo e del mito. Mercurio è il pianeta più veloce, e ciò lo fa diventare il canale della sapienza, la cui proprietà fisica è la velocità. La Luna compie il suo ciclo in 29,5 giorni, proprio come il periodo mestruale femminile. Inoltre la Luna si riempie e si svuota, e tali fenomeni dimostrano come essa sia legata al femminile, alla gravidanza, alla maternità (il suo colore è bianco, come il latte). Giove compie una rivoluzione completa in dodici anni, e possiede dodici satelliti principali. Ciò lo rende molto simile al Sole, il cui ciclo è di dodici mesi. Quindi Giove diventa il simbolo dell’autorità regale, della forza accentratrice (è il più grosso dei pianeti), ma anche del carisma e della capacità di guarire. Dodici è il numero dei figli di Giacobbe, che diventarono in seguito le dodici tribù d’Israele. Giacobbe si distinse per il suo alto senso di giustizia e di onestà, oltre che per il suo carattere pacifico ma forte allo stesso tempo. A sua volta il pianeta Giove diventa simbolo e veicolo di tutte le caratteristiche appena enunciate. L’Astrologia si basa sul seguente principio: “Tutto segue la qualità dell’inizio”. Il Saggio è “colui che vede ciò che nasce”: in base alle caratteristiche del seme sa già che aspetto avrà la pianta, se farà frutti o no, se i frutti saranno dolci o meno. In pratica tutto ciò equivale a non dover imbarcarsi in esperienze rischiose per vedere che risultato avranno: è già possibile fin dall’inizio percepire come finiranno. Una tale forma di sapienza presuppone però il superamento dell’ego. Infatti, se ciò non avviene, c’è rischio di non leggere nell’oroscopo ciò che è veramente scritto ma soltanto una proiezione di ciò che si vorrebbe fosse scritto. Per superare i limiti dell’ego e i suoi inganni ci sono due modi: – quello tipico dell’età dei Pesci (gli ultimi duemila anni): separazione dal mondo e dalla società, negazione dei piaceri, monachesimo, ascetismo, meditazione silenziosa, ritiro dalle esigenze mondane, ricerca dell’esperienza mistica intesa come forza inebriante che distacca la coscienza dai livelli bassi e la proietta nelle sfere celesti. Si cercava di uccidere l’ego in tutti i modi (come tramite il voto dell’obbedienza). – Quello tipico dell’età dell’Aquario (incominciata nel 1962): ricerca del Sé, di quella parte sincera e reale della propria personalità, pur coi suoi tratti limitati e relativi; connessione con gli archetipi più importanti della collettività, meditazione e studio di gruppo, una spiritualità basata sulle scoperte della scienza, in armonia con lo sviluppo della sensibilità sociale e umanitaria. L’ego non va ucciso ma va domato, assoggettato al Sé, come il cavallo al cavaliere. Lo sviluppo della consapevolezza va ottenuto e verificato tramite l’impegno sociale e professionale, non tramite l’isolarsi da ciò, temendone le tentazioni e le distrazioni. Si tratta di una via molto più difficile ma molto più soddisfacente. In essa l’astrologia ci viene in aiuto quale strumento che permette di decifrare la complicata ricchezza del Sé. In modo analogo possiamo tracciare a grandi linee due diversi approcci all’Astrologia, quello vecchio (età dei Pesci) e quello nuovo (età dell’Aquario). La vecchia concezione era fatalistica (il fatalismo è uno dei peggiori nemici dei Pesci): le stelle influenzavano gli eventi, li governavano. L’essere umano si trovava preso nel mezzo di una lotta continua tra i principi buoni, come i pianeti benefici (Giove, Venere), e quelli cattivi (Saturno, Marte). Le persone era soggette alle influenze astrali, e potevano fare ben poco contro il fato negativo. Contro di ciò si è giustamente ribellata la coscienza positivistica e razionalista, affermando che la volontà umana è la sola unica attrice del dramma dell’esistenza, e che credere nelle influenze stellari è superstizione. In realtà, nel fare tale affermazione si è andati troppo in là, dato che il quadro è molto più complesso. Si è scoperto in seguito che la volontà umana è soggetta a numerose restrizioni e condizionamenti, inconsci o meno (abitudini, educazione, predisposizioni innate, stati d’animo del momento, ecc.). La nuova concezione dell’Astrologia si basa sui principi esoterici e su profonde considerazioni psicologiche. Essa afferma che le forze all’opera nella coscienza individuale sono tre: 1) le innegabili influenze stellari (anche al livello macroscopico ci sono prove di tutto ciò); 2) la volontà e la consapevolezza umana, pur con le sue variazioni e debolezze; 3) un qualcosa di indecifrabile e misterioso, che può inaspettatamente capovolgere il quadro della situazione, ignorando sia il primo che il secondo punto. Le persone di fede chiamano ciò Divina Provvidenza, gli altri lo chiamano il caso, o la fortuna. L’Astrologia esoterica sostiene che il rapporto tra stelle ed eventi umani è duplice: c’è un flusso d’energia che scende dall’alto al basso, condizionando e dirigendo gli eventi secondo una certa direzione piuttosto che un’altra. In ebraico, la lingua della Cabalà, la madre dell’Esoterismo, “segno zodiacale” si dice: “mazal”, che significa “scorrere, fluire”. Dunque ogni segno è un canale lungo il quale scorre e fluisce una particolare tonalità dell’energia cosmica. Ma esiste un secondo flusso, di direzione contraria, che sale dal basso all’alto, e che può “influenzare le stelle”. Ciò che esso può fare è cambiare il livello in cui segni e pianeti operano, rettificando i loro lati negativi. È noto che i segni agiscono a tre livelli diversi: ventre, cuore, testa. Il livello più basso si ha quando essi condizionano la persona nel modo più negativo possibile; in quello intermedio il bene e il male si combattono ad armi pari e l’esito è incerto; nel livello più alto il male è ormai asservito al bene, è “addolcito”, e pone le sue forze astute e potenti al servizio del processo di rettificazione del mondo. Il secondo flusso consiste nell’ascesa della consapevolezza umana, nel suo diventare sempre più esperta nelle regole che governano la creazione, non solo nella sua parte fisica e concreta, ma anche in quella immateriale e spirituale. È la persona umana, con le sue scelte, con i suoi studi e con le sue azioni, con il modo con cui vive le relazioni inter-personali, con i suoi credi e interessi, a determinare quale dei tre livelli zodiacali e planetari sia attivo in lei e nel suo ambiente circostante. TRATTO DAL LIBRO “TREDICESIMA LUNA” di Andrea Tricardi Edizione Beos

LETTERA DI UN PAZIENTE DEL SANTA RITA

2061233487.jpgDESCRIZIONE DEI FATTI DEL SANTA RITA

Sono arrivato al Pronto Soccorso di mattina, accusando un forte mal di pancia, localizzato al di sotto dell’ombelico, un dolore forte e sordo, non acuto, ma a parte quello, ero normale, camminavo  sulle mie gambe. Facendo pressione sull’addome non cambiava nulla.

Ricordo che ero appena tornato dal mare, avevo guidato per circa 4 ore e quindi pensavo ad una infezione intestinale.

Il Pronto soccorso mi ha acettato con codice verde e parcheggiato su di  un lettino. Dalla mattina alla sera, il giorno intero è passato e sono stato sottoposto a tutta una serie di esami, ogni ora veniva una persona diversa con una notizia diversa. Hanno eseguito esami radiologici e del sangue, è venuto il cardiologo, poi mi hanno portato a fare una TAC, un ecografia ed infine hanno ripetuto tutti gli esami da capo. Mi hanno detto che era pancreatite e mi hanno chiesto se bevevo. Io sono astemio. Un particolare era che continuavano a chiedermi il mio codice sanitario che io avevo a casa. Me lo sono fatto poi portare da un amico verso sera. Nel frattempo nessuna diagnosi, ero come dimenticato su quel lettino, ho avuto l’impressione che stessero facendo apposta a far passare il tempo. Non mi sono stati somministrati antibiotici. Verso le nove di sera sono stato condotto in sala operatoria e ho subito una laparatomia. Al risveglio stato mille volte peggio di quando sono entrato al Santa Rita . Il medico chirurgo ha parlato “di complicazioni” ma non è stato mai chiaro su qauli complicazioni fossero.

La convalescenza è durata tre mesi in cui dovevo andare ogni settimana in ambulatorio per curare il decorso post operatorio (la ferita è stata lasciata aperta, con una cicatrice di oltre trenta centimetri, spessa  cinque,  e si è creato un cordone da sopra e intorno all’ombelico e fino al pube).

Le mie domande di chiarimenti sono sempre state ignorate ed evase con una superficilità incredibile.

 Il massimo che ho ottenuto è “si faccia rioperare dal chirurgo che l’ha operata. Figuriamoci se a questo punto mi fossi lasciato rimettere le mani addosso da questi criminali.

I fatti risalgono a Settembre del 2006 ma ci ho messo due anni per avere la mia cartella clinica completa. Prima di questo la cartella che mi consegnavano era incompleta e auto referenziale  del tipo” abbiamo eseguito questo esame e abbiamo riscontrato…” ma senza produrre l’esame in originale. Solo ad Agosto 2008 ho ottenuto la Tac dove parla di ascesso intestinale (non diagnosticato quindi, visto che non mi hanno somministrato antibiotici da subito come era necessario). In questi due anni ho scritto a giudici, avvocati e ministri della giustizia senza risultato, fino alla denuncia alla Guardia di Finanza, nell’Agosto 2008. Non sono stato in grado di sostenere spese legali in quanto disoccupato a seguito dell’intervento, ma non solo, ho speso già cifre per me notevoli in cartelle cliniche, denunce, viaggi, copie, etc..L’intervento al Santa Rita mi ha praticamente distrutto la vita. Premetto che nei 56 anni precedenti  ho sempre goduto di buona od ottima salute, e condotto una vita lavorativa famigliare e sportiva molto attiva.

Ora ho 58 anni ho perso il lavoro e conseguentemente gli affetti famigliari.

I danni permanenti sono un vistoso laparocele, difficoltà intestinali, coliti diarree, difficoltà respiratorie ed impotenza. Il fiato è stato dimezzato non posso percorrere camminando più di cento metri e mi devo fermare. Prima nuotavo e facevo sport. Di fatto ora non posso compiere sforzi di nessun tipo. Il danno morale psicologico e sociale deriva direttamente da questi  danni fisici.

La medicina da sempre ed in tutto il mondo si basa sull’editto di Ippocrate “Primum non nocere”, ma nel caso del Santa Rita  è stato un calvario, tutto il contrario: “primum guadagnare, con la convenzione regionale, sulla pelle dei pazienti”.

SCRIVE UN PAZIENTE DEL SANTA RITA


Confermo. Sono stato operato al Santa Rita nel settembre 2006 e sono due anni che chiedo giustizia inutilmente a ministri giudici avvocati guardia di finanza etc. Ignobili buffoni! Niente si muove, Adesso è scoppiato un polverone, inutile quanto tardivo, tutto tornerà come prima. Pensano a rinnovare la convenzione o come mandare a casa i medici incriminati, discepoli e seguaci del Dr. Mengele. Io sono sto operato in Chirurgia generale, un intervento inutile e demolitare una cartella truccata, con gravo lesioni personali. Solo recentemente ho avuto la mia cartella clinica, che era stata occultata, E’ inutile in Italia non c’è giustizia, solo chiacchere, coperture e connivenze… Se va bene fra dieci anni noi, i pazienti, le vittime, avranno qualcosina striminzita proveniente dal grande maiale delle assicurazioni.italiane è uno schifo. , ma solo quelli che all’epoca siano ancora vivi. La strategia dell’attesa funziona benissimo p er il sistema malato. Poi non meravigliamoci se l’individuo cede alla tentazione di farsi giustizia da solo.
Una Vittima del Santa Rita

http://milano.cronacaqui.it/news-santa-rita-continua-lo-stillicidio-300-milanesi-rovinati-dalla-clinica-_9649.html

 

Curarsi con le erbe

mercoledì 2 aprile 2008


Curarsi con le erbe

In astrologia la Naturopatia, i rimedi naturali, e quindi le erbe, sono pertinenza del Sagittario, la Nona Casa, e Chirone, il centauro buono, maestro di Asclepio ed Ercole, il cui nome nome è stato dato al primo asteroide, scoperto nel 1977. In questi mesi Chirone transita nel segno dell’Acquario, in compagnia di Nettuno.

CURARSI CON LE PIANTE ENERGETICHE, TONIFICANTI E VITAMINIZZANTI.

Ogni organismo sano è dotato della capacità di OMEOSTASI: è in grado cioè di mantenersi in condizioni di stabilità di fronte ai cambiamenti che si producono sia nell’ambiente fisico che lo circonda, sia al proprio interno; questa condizione di stabilità può produrre eventualmente modificazioni morfologiche e/o funzionali atte a contrastare gli effetti dei cambiamenti.
Simili meccanismi adattativi costituiscono tuttavia per l’organismo un vero e proprio “lavoro”: richiedono cioè energia. Superata una determinata intensità critica, tale energia si esaurisce, l’omeostasi va perduta e si può spezzare nell’organismo quell’equilibrio che produce uno stato di benessere e di salute, e questo dà luogo a una sensazione di disagio, di malessere, di “esaurimento” fisico e mentale, fino ad arrivare talvolta all’insorgere della malattia.
L’ideale sarebbe, quando ci accorgiamo che il nostro organismo non risponde piú come dovrebbe alle sollecitazioni, concederci delle pause, dimenticare i problemi che ci assillano o addirittura fare una vacanza, in modo da ripristinare l’equlibrio perduto. Ma poichè questo non sempre è possibile (anzi quasi mai lo è!), dobbiamo trovare il modo di superare il momento critico, cosí da andare avanti senza rompere l’equilibrio tanto importante per il nostro benessere e la nostra salute.
Come sempre la Natura non è avara nei nostri confronti, ma anzi ci fornisce i rimedi che possono aiutarci: le piante infatti possono fornirci alcune sostanze, che vengono definite ADATTOGENE, in grado di portare l’organismo in uno stato di aumentata resistenza, tale da contrastare meglio i fattori di stress e facilitare l’adattamento a condizioni di carico psicofisico straordinario. Il concetto di sostanze Adattogene fu introdotto nel 1947 dallo scienziato russo Lazarev, ma è stato quasi ignorato per mezzo secolo, mentre trova oggi un seguito crescente e, nel campo delle droghe vegetali, molte piante e rimedi erboristici fra i più noti, come ad esempio il Ginseng, hanno avuto una nuova e meritata valorizzazione.
L’azione farmacologica degli Adattogeni non provoca alcun disordine nelle funzioni fisiologiche dell’organismo; infatti il ripristino degli equilibri alterati non avviene a svantaggio di altri, poiché le piante Adattogene non forzano in una direzione o nell’altra, ma tendono al ripristino di valori normali, indipendentemente dalla tendenza di squilibrio iniziale. È notevole anche il fatto che gli adattogeni non dimostrano, di norma, effetti collaterali.
Caratteristica importante e caratterizzante degli Adattogeni è la capacità di agire verso qualunque fattore di stress, intervenendo sia nei confronti di squilibri di tipo chimico o fisico, che di tipo biologico o psicologico. Inoltre non c’è un bersaglio privilegiato, la cui reazione alla somministrazione di Adattogeni appaia evidente: la loro azione si potrebbe definire PANCELLULARE (che interessa cioè tutte le cellule), poiché essi intervengono nel riequilibrio dei meccanismi di regolazione dell’Omeostasi, presumibilmente facilitando le reazioni chimiche che presiedono al funzionamento normale di tessuti, organi e apparati dell’organismo.
Gli Adattogeni per eccellenza del mondo vegetale, e anche i più conosciuti, sono sicuramente il Ginseng e l’Eleuterococco, ma possiamo citarne molti altri come il Guaranà, la Rhodiola, la Schisandra, la Withania e non dobbiamo neanche dimenticare il Ginkgo biloba che, migliorando in particolare il microcircolo cerebrale, può stimolare le capacità cognitive e quindi la memoria; ma dobbiamo ricordare anche altre sostanze naturali come la Pappa Reale e il Polline, che associate alle suddette piante ne potenziano e completano gli effetti di rigenerazione dell’organismo. Una pianta alpina molto interessante è la Rodiola Rosa.
Spiccata capacità di supporto nell’affrontare le difficoltà della vita. Contro lo stress da super lavoro Scudo naturale nel contrastare le insidie dello stress sia fisico, sia psichico. Potenziatore delle capacità intellettive mnemoniche. Adatta a tutte le età. Anti ansia dato che non ha le controindicazioni tipiche delle piante eccitanti. Proprietà nel rafforzare la capacità dell’organismo a superare i periodi “critici” e di dare un senso di benessere grazie anche alla proprietà di stimolare l’organismo nella produzione di Serotonina: un ormone del “benessere”. Contro la stanchezza, la facile irritabilità. Coadiuvante per resistere agli stimoli della “fame nervosa” Per essere sereni e in equilibrio con se stessi. Potenzialità risapute e collaudate da alcuni secoli, dagli abitanti dell’attuale Svezia e Lapponia: uniche località in cui cresce spontaneamente. Chiamata nelle zone di origine Rhosenrot che significa: radice d’oro.
Stimolante contro lo stress Recupera energia per non essere vittima dello stress
La Rodiola rosea Chiamata nelle zone di origine Rhosenrot che significa: radice d’oro.
Esperimento eseguito in un periodo per loro stressante. I 40 partecipanti allo studio, tutti ragazzi di età compresa tra i 17 e di 19 anni, sono stati assegnati a caso per prendere due volte al giorno il placebo o l’ estratto di Rhodiola. Le differenze più significative fra i gruppi sono state rilevate nell’ idoneità fisica, nell’ affaticamento mentale, nelle prove neurovegetative e nella sensazione di benessere generale. Nessun evento avverso è stato segnalato. Poichè la dose di Rhodiola impiegata in questo studio non era delle più elevate, rapportato a studi precedenti, i ricercatori concludono, “… gli studi hanno fornito risultati significativi confrontati al gruppo del placebo anche con dose minore a quello ottimale. ” Spasov AA, Wikman GK, Mandrikov VB, ed altri sono gli autori di questo studio. Indubbiamente uno studio pilota a doppia blindatura e placebo- controllato sull’estratto di Rhodiola rosea che ha evidenziato le ottime potenzialità risapute da alcuni secoli dagli abitanti dell’attuale Svezia e Lapponia dell’estratto secco di Rhodiola rosea; infatti la pianta la si trova spontaneamente con una certa abbondanza solo in quella parte del nord d’Europa. Sorgente: National Academy of Sciences 2001
Per lo studio per una concentrazione mentale efficente per la memoria
RODIOLA
Rhodiola rosea
dimagrante, alza i livelli di serotonina, abbassa i livelli di grasso nei tessuti, dona senso di sazietà, allevia e controlla la fame ansiosa, pianta adattogena, antiossidante, allevia la sensazione di stanchezza, utile nel metabolismo rallentato, è anti stress, antidepressiva,alza il tono dell’umore, antimutagena, stimola il sistema immunitario,aumenta la capacità di apprendimento, la memoria, utile nell’amenorrea, per le performance sportive, antinvecchiamento, nei problemi sessuali
RODIOLA, rodhiola rosea
Famiglia delle Crassulacee
Parti usate la radice
Pianta spontanea delle zone montuose nord europee ad altitudine di 3000 e 5000 mt, anche se si trova anche nelle Alpi, le zone dove cresce sspontaneamente sono: Scandinava, Lapponia, le zone nord asiatiche, Siberia, nord americane Alska Si impiega in Siberia nella medicina popolare per alleviare la stanchezza Esistono 200 varietà di Rodiola, ma la Rosea è la più apprezzabile per la presenza di glicosidi fenilpropanoidici, salidroside, rosavin, rosin, rosarin, che ne fanno un completo adattogeno. La attivita di questa pianta fu scoperta dallo scienziato Russo Nicolai Lazarev che nel 1947 che coniò il ternine di “adattogena” ( ovvero di pianta capace di adattarsi alle necessità dell’organismo, e di adattarlo allo sforzo fisico e mentale) Le piante adattogene per essere tali non devono essere tossiche, ma permettere le normali funzioni dell’organismo, devono mantenere la funzionalità organica anche in presenza di affaticamento o stress di varia natura, devono esercitare una azione rivolta alla normalizzazione dell’organismo anche se si è in presenza di patologie, apportano benefici senza arrecare danno. La Rodiola russa era nota con il nome popolare di “radice d’oro”.Ha i fiori gialli con profumazione simile alla rosa. Si impiegavano le radici della Rodiola nelle popolazione siberiane dalla sorprendente longevità, sotto forma di tè o di infusi, per aumentare la resistenza fisica, al freddo, alle malattie da raffreddamento, alla depressione, ai malori dovuti alle alte quote. In Mongolia veniva impiegata per trattare la tubercolosi ed il cancro. ( consultare sempre il medico curante).E’ stata ampiamente usata dai cosmonauti e dagli atleti russi.
COMPONENTI Rodiola glicosidi(salidoside, tirosolglicoside, glicosidi dell’acido cinnamico, glicosidi fenilpropanoidi, rosavidina), glicosidi antrachinonici, Alcoli aromatici insaturi (tirosolo, alcol cinnamico), Fitosteroli ( betasitosterolo, daucosterolo), tannini, olio essenziale ( monoterpeni, beta-sitosterolo, sostanze tanniche della serie pirogallica,con presenza di alcool feniletilico, cinnamaldeide, citrale) , acidi organici ( citrico, malico, ossalico, succinico, gallico), macro e microelementi (manganese in percentuale elevata), composti di tipo fenolico, flavonoidi derivati della tricina, del campferolo, dell’erbacetina, della gossipetina, glicosidi cinnamici e tirosolo, rhodioloside.In particolare rosavin, rosarin, rosin, rodiosin, rhodalin, rhodionin, salidroside, astragalin, tricin 5-O- glucoside, campferolo-7-ramnoside, rhodiolim, tricin.
ATTIVITA Rodiola dimagrante, alza i livelli di serotonina, abbassa i livelli di grasso nei tessuti, dona senso di sazietà, allevia e controlla la fame ansiosa, pianta adattogena, allevia la sensazione di stanchezza, utile nel metabolismo rallentato, è anti stress, antidepressiva,alza il tono dell’umore, antimutagena, stimola il sistema immunitario, aumenta la capacità di apprendimento, la memoria, influenza in modo positivo la tiroide e il fegato
AZIONI RODIOLA azione dimagrante, aiuta nel metabolismo rallentato,in grado di stimolare alcune lipasi che accelerano la demolizione dei grassi dai tessuti, l’azione dimagrante è anche legata all’azione della Rodiola di alzare i livelli di serotonina, che aiuta a togliere il desiderio ossessivo di carboidrati, e svolge una azione antiansia, riducendo la fame ansiosa, i glicosidi contenuti nella radice incrementano i livelli di dopamina, sostanza capace di trasmettere al SNC il segnale di sazietà. E’ una pianta adattogena, favorsce la memoria, le capacità di apprendimento ( estratti idroalcolici), aumenta il rendimento lavorativo, aumenta la capacità di concentrazione, previene le variazioni ormonali indotte dallo stress, ha una azione cardioprotettiva, migliora la resistenza dell’organismo alle tossine. A differenza del Ginseng che può dare effetti come eccitazione e costipazione, la Rodiola russa non provoca questi effetti. Aumenta la resistenza allo sforzo, allo stress, al freddo. Gli adattogeni sono piante utili perche adattano l’organismo alla sollecitazione prima che le sostanze come ormoni, corticosteroidi e catecolamine possano danneggiare l’organismo., in quanto la fase di adattamento ad uno stess, sia esso fisico che mentale non può essere eterna. Infatti se sopraggiunge la fase di esaurmento, ci possono essere danni anche gravi alla salute. la Rodiola è utile anche come antidepressivo, per il rilascio della serotonina, è antimutageno ( l’attività depressiva della Rodiola russa è superiore a quella del Ginseng coreano) ed è meno tossica. Stimola il sistema immunitario. Favorisce lo sviluppo dei muscoli a discapito della massa grassa. Aiuta per stimolazione dei livelli di serotonina nel sangue, il controllo del sonno, del comportamento, dell’umore. Migliora il polso, la pressione arteriosa, la capacità polmonare e i tempi di normalizzazione del battito cardiaco. E’ di aiuto nel trattamento della amenorrea secondaria da stress. Migliora l’attività sessuale, la funzionalità uditiva, la salute gengivale, sembra sia utile nel morbo di Parkinson ( ma sentire il proprio medico curante), regolarizza l’attività epatica, migliora l’apparato genitale e l’attività sessuale. Aiuta nella difficoltà di erezione, nella eiaculazione precoce, (2-3 mesi dall’assunzione, migliorano le prestazioni sessuali) ( su questa pianta sono in corso studi di approfondimento)
CONTROINDICAZIONI: alle dosi consigliate la Rodiola ha una tossicità molto bassa, solo in rari casi si sono rilevati lieve innalzamento della pressione arteriosa, non assumere la Rodiola se si soffre di stati febbrili, di sovraeccitabilità e esaurimento grave ( in questi casi consultare lo specialista) E’ comunque un prodotto sicuro dal punto di vista tossicologico non somministrare in gravidanza e allattamento.
Tratto parzialmente da http://www.erboristeriaedaltro.com/ Stimolante contro lo stress Recupera energia per non essere vittima dello stress
La Rodiola rosea Chiamata nelle zone di origine Rhosenrot che significa: radice d’oro.
Esperimento eseguito in un periodo per loro stressante. I 40 partecipanti allo studio, tutti ragazzi di età compresa tra i 17 e di 19 anni, sono stati assegnati a caso per prendere due volte al giorno il placebo o l’ estratto di Rhodiola. Le differenze più significative fra i gruppi sono state rilevate nell’ idoneità fisica, nell’ affaticamento mentale, nelle prove neurovegetative e nella sensazione di benessere generale. Nessun evento avverso è stato segnalato. Poichè la dose di Rhodiola impiegata in questo studio non era delle più elevate, rapportato a studi precedenti, i ricercatori concludono, “… gli studi hanno fornito risultati significativi confrontati al gruppo del placebo anche con dose minore a quello ottimale. ” Spasov AA, Wikman GK, Mandrikov VB, ed altri sono gli autori di questo studio. Indubbiamente uno studio pilota a doppia blindatura e placebo- controllato sull’estratto di Rhodiola rosea che ha evidenziato le ottime potenzialità risapute da alcuni secoli dagli abitanti dell’attuale Svezia e Lapponia dell’estratto secco di Rhodiola rosea; infatti la pianta la si trova spontaneamente con una certa abbondanza solo in quella parte del nord d’Europa. Sorgente: National Academy of Sciences 2001 Utile per lo studio per una concentrazione mentale efficente e per la memoria.

 

DI CHE COSA TI STAI OCCUPANDO?

martedì 11 marzo 2008

DI CHE COSA TI STAI OCCUPANDO?
Messaggio N°12 Tags: 11-03-2008 – 14:41

L’astrologia usa il numero 7, come il numero perfetto, la somma di tre mondi, quello materiale, mentale e spirituale, e i quattro elementi fondamentali Fuoco, Acqua, Aria, Terra.
E’ proprio quest’ultimo,la Terra, l’elemento del fare e la Triade Toro Vergine Capricorno che descrive i tre atteggiamenti del “fare”.
“Si narra che un giorno un anziano signore fosse andato a visitare un cantiere dove si stava costruendo un’Opera importante e significativa, chiamiamola la Cattedrale dell’Amore e , visti tre operai chi stavano tagliando le pietre, pose loro questa domanda : di che cosa ti stai occupando ? Il primo rispose: a guadagnarmi la vita. Il secondo: a tagliare la pietra. terzo: a costruire una Cattedrale dell’Amore. L’uomo si rese conto che aveva a che fare con tre persone fra loro molti differenti. Il primo lavorava per la sopravvivenza e non si interessava mondo dei simboli. Il secondo era un buon tecnico che non si interrogava sL significato dell’Opera che si stava compiendo e di cui faceva parte. Il terzo operaio, al contrario, sarebbe senza dubbi diventato un iniziato esoterico, perchè pur lavorando alla pietra singola, aveva già la, visione di tutta la Cattedrale che si innalzava verso il cielo. E comprendeva bene come il suo semplice lavoro fosse finalizzato ; realizzare un tutto armonico pregno di significato simbolico. Ecco la sfida più importante dare un significato alla propria vita, sia nel dolore che nella gioia.

 

IL CICLO DI SATURNO

giovedì 31 gennaio 2008


IL CICLO DI SATURNO

IL CICLO DI SATURNO Uno studio di università inglesi e americane ha esaminato oltre 2 milioni di casi, arrivando inconsapevolemente a delle conclusioni “astrologiche”. Se la vita comincia a 40 anni, per essere felici bisogna aspettare i 50. Con la mezza età si tocca il picco della depressione, che si risolleva in seguito. Ma le cause restano misteriose solo per gli “Scienziati”. Il ciclo di Saturno è esattamente questo, 28 anni circa per una rivoluzione completa e sottomultipli di 28, 14, 7 rispettivamente per l’opposizione, 14, quadrato crescente, 7, quadrato calante 21. Nozioni estremamente note al mondo esoterico antico.
Andrew Oswald, uno dei due coordinatori della ricerca (warwick.ac.uk) ROMA – Se la vita comincia 40 anni, c’è poco da stare allegri. Indipendentemente dal tipo di vita che si conduce, la felicità rischia infatti di appannarsi proprio in prossimità della quarantesima candelina. La speranza è però anche qui l’ultima a morire e i lumi del benessere mentale si riaccendono poi passata la fase critica della mezza età. È questa, in sintesi, la conclusione di uno studio, unico nel suo genere, che ha coinvolto due milioni di persone di 80 paesi del mondo, condotto da Andrew Oswald dell’Università inglese diWarwick e David Blanchflower del Dartmouth College in USA.
LA FELICITA’ HA LA FORMA DI UNA U – La forma della felicità, rivelano gli esperti sulla rivista di sociologia più citata al mondo “Social Science e Medicine”, è dunque quella di una “U”: ha un picco positivo in giovane età, poi cala fino a un minimo intorno ai 40 anni, per riprendersi in età avanzata. L’effetto contrario si ha per la depressione, che avrebbe il suo picco massimo proprio intorno ai 40 anni.
LE CAUSE RESTANO MISTERIOSE – Gli esperti hanno raccolto una mole enorme di dati a livello mondiale, Italia compresa, per esaminare se vi fosse l’esistenza di un trend comune a tutte le persone, indipendentemente da origine geografica e stato economico-sociale: «Alcune persone soffrono più di altre ma l’effetto accomuna tutti – ha dichiarato Oswald – single e sposati, uomini e donne, ricchi e poveri, con o senza figli; nessuno sa perché questo dato appare così costante». È possibile, ha aggiunto Oswald, che superati i 40 anni le persone acquisiscano quella maturità che le rende capaci di accettarsi per quel che sono, coi loro punti di forza e debolezze e che dicano addio così una volta per tutte a tante aspirazioni irrealizzabili. «Qualcosa avviene di misteriosamente profondo dentro di noi – conclude Oswald – e solo dopo i 50 le persone cominciano a riemergere da questo periodo “cupo”».
“Proprio come l’acqua scorre in discesa, la tendenza della natura in tutti è quello di prendere la via più facile. Tale direzione, però, non è il percorso di crescita personale”. “… in Saturno doloroso battito e pressione costante sono necessari, in modo che si possa sviluppare e forgiare ciò che i buddisti chiamano il ‘diamante dell’animaanima’.” Mi piace questa citazione che esprime una realizzazione di vita. Durante il primo ciclo, il compito principale è quello di trovare un posto di potere nella nostra vita e percepire un paio di colonne di riferimento affidabili da cui prendere spunto, matrimonio e famiglia, lavoro, di solito- Da allora in poi 29-30, possiamo cominciare ad estendere le conoscenze spirituali e approfondire le varie possibilità che la nostra vita contengono – un processo che culmina nel secondo ciclo del ritorno di Saturno ritorno che avviene all’età di 58-59. Dopo questo punto di shock-assestamento, di solito inizia il il terzo e ultimo ciclo di consapevolezza ricomincia. Tuttavia, prima di essere in grado di definire chiaramente ciò che i cambiamenti e le sfide psicologica dei tre cicli, è necessario definire l’essenza di ciò che l’archetipo Saturno porta nella nostra vita personale.
Trovo bello e simbolico che il ciclo della Luna pregressa corre a stretto contatto con il ciclo di Saturno. Il progredire della Luna natale attraverso case e segni parla la nostra inestricabile connessione con i ritmi di vita – la sua cicli ei suoi limiti. Esso descrive la necessità di separare e di passare da un periodo di esperienza ad un altro, se vogliamo sviluppare la trama complessità e ordito del nostro messaggio karmico. a “seguire la nostra felicità”.
L’archetipo di Saturno, tuttavia, contiene TANTE dimensioni di questo diamante interiore solilunare. Trovo Saturno archetipo profondamente paradossale. Da un lato, ciòche rappresenta Saturno, ci inchioda alla croce della materia, la prigione dell’Io nel mondo della forma. D’altro canto, quando le sfide di Saturno sono state pazientemente elaborate con onestà, e realismo possiamo arrivare a maturare un senso di libertà di spirito straordinario che può elevarci ai mondi superiori astrali, che sono il sito di immensa gioia – pieno il potenziale per la soddisfazione e la gioia. Questo senso di libertà non ha confinid perché non si riferisce alla materia a cui tutti siamo assoggetttati. Sono sicuro che questo è ciò che i buddisti intendono quando parla di “diamante dell’anima”.

 

TREDICESIMA LUNA

Migliaia di anni fa gli Astrologi Babilonesi osservavano, trascrivendone l’eterno mutare, sempre uguale, delle fasi lunari,

falce/
luce/
falce inversa (
oscurità,
falce/
luce/
falce inversa )
oscurità
La parentesi chiusa è luna crescente ) , quella aperta è luna calante, gobba a levante, le fasi venivano incise con un punteruolo con un ideogramma su tavolette di argilla con questa nota:
“La donna è fertile in armonia con le fasi lunari”.

In tempi moderni, negli anni cinquanta, Il Dott. Jonas. armato di computer ed effemeridi riprende questo concetto e crea un metodo predittivo per il concepimento, basato sulla lunazione del concepimento. Ma sono i Babilonesi, poi i Caldei, ad averne la paternità, sia prima come lunazione, poi come mese, e quindi come calendario.
Si creavano così per astrazione il concetto di “mens”, mensile, le mestruazioni, il lunarismo femminile, e numericamente la fase tetramorfa lunare del quattro, 4×7=28 (2)
Noi tutti in occidente deriviamo la nostra mentalità, i nostri simbolismi, da simbolismi Accadici, Egiziani, Persiani, Assiro Babilonesi, Greci, Romani, dalla numerologia pitagorica e dai misteri orfici, in una lunga catena tramandataci dalla tradizione perenne, che persiste da 35,000 anni.
Tale data hanno alcuni reperti trovati in Accadia, l’attuale Armenia, considerata la culla della civilizzazione dove vengono elencati Sole e Luna, quadrati, croci, spirali, etc…. simboli astronomici, esoterici, religiosi, legati alla creazione da parte di dio unico e monoteista, di tutti simboli della creazione e della ricorrente tradizione esoterica. Ashur, il «Re degli dei», chiamato anche la «Grande montagna», prima di essere identificato alla città di cui portava il nome e ancor prima di incarnare gli istinti guerrieri del suo popolo, fu un Dio della natura. Nella teologia più antica è sposo della dea Sherua, poi sostituita da Mullissu. Il nome Ashur può significare buono, benefico o benigno. Il Dio era chiamato anche Ashar ed il suo nome era scritto con i cunei An (il Dio) e Shar (l’infinito). Asshar, il Signore dell’infinito era, soprattutto, il re guerriero, Dio del Cielo, della Terra, degli Inferi e degli umani. Era raffigurato come un uomo barbuto, intento a tirare l’arco. L’immagine di Ashur posta sopra un carro, seguiva gli eserciti combattenti. Il Dio lottava al fianco dei soldati, li aiutava a centrare il bersaglio nel tiro all’arco e li motivava alla vittoria, favorendoli in tutti i modi. In caso di conquista, nella città vinta si provvedeva subito a edificare un suo altare. Il nemico che non riconosceva la sovranità del Dio, era completamente annientato. Al momento dell’incoronazione, ogni sovrano assiro era considerato vicario del Dio, riceveva l’ordine divino di estendere i confini del paese, prometteva di far riconoscere la gloria del Dio e aggiungeva il prefisso Ashur al suo nome. La festa nazionale in onore della Divinità era celebrata all’inizio del nuovo anno e permetteva di stabilire le regole sociali e nazionali più importanti. I sacerdoti-astronomi babilonesi identificarono Marte in Nergal, il signore della «terra di non-ritorno», della guerra e della pestilenza. Sua consorte era Ereshkigal, sorella d’Ishtar. A volte, la sua figura si confonde con Namtar, oppure con Ninurta, dio della guerra nei miti arcaici. In epoca assira, era noto come Erragal, da cui derivò Erra, dio della guerra. Si suppone che il nome greco Herakles derivi da Erragal. Erede di Nergal nell’alta Siria fu Reshef, dio dell’oltretomba, della guerra, della peste e della morte. Vengono già alla luce, elencati con ordone, anche le astrazioni ed i concetti, sole-vita, buio come morte, resurrezione, salvazione, peccato, punizione, ricompensa, amore divino, bontà, che sono poi alla base di qualunque dogma religioso..
La bibbia come “il” libro sacro viene invece formulata molto dopo, dagli egiziani. Sacro specialmente all’inizio era tutto ciò che era buono e che veniva della natura, compreso, oserei dire al primo posto, il sesso sacro. Così per i Babilonesi come in Oriente, così come al Nord, al sud.. Popoli di ogni tipo o regione a suo tempo assurti alla gloria, certamente esistiti per lunghissimi periodi, in qualche modo, in sintonia con bisogni spirituali caratterizzati una fase ancora più lunga, ma sempre di tipo lunare, di inizio, luna piena, luna calante, luna nuova, ora non esistono più, ma le loro stesse idee resistono, le loro idee sono l’asse portante della Storia, le idee sono perenni. La loro popolarità di questa o di quella idea ora riempie solo i libri di storia. L’idea del Cristianesimo ad esempio l’esaltazione dell’amore come sofferenza, la”Passione”. Con la luna nuova, nel cosmico orologio dove un giorno è uguale a 72.000 anni, si sono destati i nuovi popoli, si sono mosse le rivoluzioni, e nuove idee, perché i vecchi ormai non c’erano più, né posto per le loro idee. Perenne significa qualcosa che non perisce mai. E ciò che non perisce mai è il cambio , il lunarismo, la fase, il periodo, la “mens”. Nel mondo delle forme materiali che noi vediamo e tocchiamo ma anche nel mondo più sottile delle energie e delle forze che muovono la materia non vi è, nulla di stabile, di perenne, di eternamente duraturo , che noi, con i notri limitati mezzi, occhi, orecchie, pensieri umani, possiamo cogliere. Possiamo solo cogliere la parte esterna della buccia, la polpa non ci appartiene. Non ancora.
Fase, segno , numero, codice, era, anno, mese, sono la buccia, la scorza, il rivestimento della realtà, perenne. Il simbolo, il numero non è la realtà, come la mappa non è il territorio. Per tutti i popoli la matematica è esattamente uguale, salvo uno. La Matematica Maya , derivata dal loro calendario (3), è infinitamente più lunga e complessa della nostra, quindi ha una diversa interpretazione del costante mutare, fluttuare degli eventi:
“Le fasi lunari sono regolate da frazioni. Dobbiamo ingabbiare tutte queste orribili orbite e stridenti frazioni in un formalismo di proporzioni fra cicli di differente durata: la nostra Aritmetica Sacra infatti non conosce l’uso della divisione. Solo la somma, moltiplicazione e sottrazione.”
Ed ecco il loro ciclo kin (giorno); uinal, una speciale testa di divinità che rappresenta ogni numero dall’1 al 13, cervo, coniglio, serpente, giaguaro, e così via…(1); : 1 uinal = 20 kin = 20 giorni; tun: 1 tun = 18 uinal = 360 giorni; katun: 1 katun = 20 tun = 7200 giorni; baktun: 1 baktun = 20 katun … Tun, baktun, katun, uinal 7x9x14x18x19 . il conteggio lo sentivano nel corpo. C’erano giorni destnati all’azione, giorni destinati al nascondersi, giorni detinati a nascere e giorni destinati a morire. Il Il calendario Maya, costruito in cicli sempre più grandi, è una Grande Opera simile alla ricerca del minimo comune multiplo nella nostra aritmetica covenzionale di base. Esistono infatti delle iscrizioni Maya rinvenute su alcuni monumenti che fanno riferimento a date lontanissime nel tempo. Due date secondarie di due monumenti di Quiriguà e Copan in Guatemala, ad esempio, una, è collegata e sembra precedere di circa 90 milioni di anni la data corrispondente al nostro 761 d.C, l’altra, data di serie secondaria in un altro monumento, risulta antecedente di oltre 400 milioni di anni alla data di computo lungo su di essa riportata. “ I calcoli del computo sacro servivano al Sacerdote Maya, che all’alba del giorno dell’eclissi Venere-Quetzalcoatl, si apprestava a celebrare un rituale, impressionanate. Venerare il Dio Itzilopochtli (colibri di sinistra, ossia colibrì del sud, dato che il sud si trova a sinistra del sole, quando sorge) dio del Sole quindi a cui chiedeva la protezione per il suo popolo e offriva un fiume di sangue, quello dei nemici del popolo.
Il cerimoniale sacrificale azteco avveniva in questo modo: il prescelto, il nemico, la vittima scacrificale, dopo aver passato la notte prededente gozzovigliando, accudito e vezzeggiato, forse ubriacato da liquore di catus, veniva condotto dopo una sorta di lotta simbolica contro alcuni avversari, ormai esausto e senza speranze, ma magnificamente vestito in un turbine di colori e di piume, giallo rosso verde e blu, in cima alla piramide. Lì veniva immolato su un tavolo di pietra. Il sacerdote incaricato del sacrificio, assistito da altri sacerdoti minori che lo immobilizzavano squarciava delicatamente il petto della vittima sacrificale con un sottilissimo pugnale giallo e verde di pietra ossidiana e gli strappava con violenza il cuore, lo sollevava nel pugno per mostrarlo al sole che spunta dai vulcani azzurri. Doveva essere un’offerta ancora pulsante agli dei. Il corpo della vittima veniva generalmente eliminato, ma a volte poteva essere anche macellato e mangiato in salsa piccante, oppure la pelle indossata come maschera. Il rosso del sangue scorreva a rivoli brillanti lungo la scalinata.
Solo così gli Dei erano placati. In un solo giorno potevanno avvenire centinaia di questi gesti rituali, e duravano a volte settimane intere. Un bagno di sangue. Fino alla prossima eclissi di Sole-Quetzalcoatl. Per il loro modo di pensare, questi esseri umani volontari o meno per il sacrificio si erano guadagnati la morte gloriosa. Questo pensiero può far inorridire, ma anche le religioni ebraiche, dei sumeri, dei babilonesi, dalle credenze dei quali derivano le bibbie dei popoli più antichi del bacino mediterraneo, fondano la loro ideologia sui sacrifici umani. Il significato della parola acrificio era però diverso in passato. Uccidere come atto sacrificale non aveva nulla a chevedere come il termine sacrificio (annientamento e soppressione) è oggi inteso., Per questi popoli primitivi “religere”diventa “domianare” l’importante è l’atto di costringere le persone all’accettazione dei sacrifici umani. I sacrifici umani diventano una pratica rituale nei popoli circostanti e solo il dio degli ebrei, parecchio più avanti ne ha mitigato questo aspetto cruento e crudele. Le “coincidenze”, scoperte fra i miti della religione Sumera e Babilonese e la bibbia, ad esempio, non sono dovute ad un comune substrato culturale, ma sono dovute a copiature e deformazioni e forzature fatte dagli ebrei nel scrivere la loro bibbia e finalizzate a garantirsi dominio ed il possesso delle persone.
Il Dio Padrone impone quindi i riti anche in questa zona. A Nord come a Sud, ad oriente come in Occcidente. Abramo ed Isacco? Prima delirio di Lunarismo nella Storia; Abramo ed Isacco. L’uomo che diventa dio inventandosi una prova che dio chiede all’uomo. Per delirante, s’intende: colui che ha paura. Un dialogo tra sordi. Eppure è solo l’inizio. Qui si narra:
“Dopo questi fatti, iddio volle mettere alla prova Abramo e lo chiamò: “Abramo!”. Egli gli rispose: “Eccomi!”. E dio gli disse: “Orsù, prendi tuo figlio, l’unico che hai e che tanto ami, Isacco, e va nel territorio di Moria, e lì offrilo in olocausto sopra un monte che io ti mostrerò”. Si alzò Abramo di buon mattino, mise il basto al suo asino, prese con sé due servi e Isacco, suo figlio, spezzò la legna per l’olocausto e partì verso il luogo che dio gli aveva detto. Il terzo giorno, Abramo alzò gli occhi, vide da lontano quel monte, e disse ai suoi servi: “Rimanete qui con l’asino; io e il fanciullo andremo fin lassù; adoreremo e poi ritorneremo da voi”. Abramo quindi prese la legna dell’olocausto e la caricò sulle spalle di Isacco, suo figlio; prese poi in mano il fuoco e il coltello e s’incamminarono tutte e due insieme. Allora Isacco si rivolse a suo padre Abramo e disse: “Padre mio!”. Egli rispose: “Eccomi, figlio mio”. “Ecco il fuoco e la legna; soggiunse Isacco, ma l’agnello per l’olocausto dov’è?” Abramo rispose: “Iddio si provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio”. E continuarono assieme il viaggio. Giunti sul luogo che dio gli aveva indicato, Abramo vi costruì un altare e accomodò la legna; legò poi Isacco, suo figlio, e lo mise sull’altare sopra la legna. Stese quindi la mano e prese il coltello per scannare suo figlio”. Ma l’angelo del signore gli gridò dal cielo: “Abramo! Abramo!” Egli rispose: “Eccomi!”. Allora l’angelo gli disse: “Non mettere le mani addosso al fanciullo e non gli fare alcun male: ora conosco che tu temi iddio, perché non mi hai negato il tuo figlio, il tuo unigenito”. Abramo alzati gli occhi, vide poco lontano un montone che era rimasto con le corna intricate in un cespuglio: andò a prenderlo e lo offrì in olocausto in luogo del figlio. Abramo chiamò quel luogo col nome: “Il signore provvede”, e perciò anche oggi si dice: “Sul monte, il signore provvederà”.” Genesi 22, 1-14. Per dirla alla Soreen Kirkergard è l’atteggiamento fideistico del cristiano che trasforma in eroico l’atto che la società definisce abietto, la psichiatria malsano, l’uomo umile, un atto di superbia. La superbia di Annliese la santa-schizofrenica è stata questa: “Dio, devo continuamente parlottare con me stessa “Signore del cielo, Iddio del cielo, Cristo, è meglio che tutti mi vedano e mi credano un mostro piuttosto che perda la fede in te”.” La perde però all’ultimo respiro come anche il centauro Nesso colpito a morte,, quando prima di lasciare questa valle di lacrime nell’ultimo respiro affannoso mormora:”Mamma, ho paura”. I gochini sono finiti, ora si fa sul serio. Questa frase spiega una breve vita fatta di tormenti, se non accettiamo di aver paura o cerchiamo consolazioni esterne alla terribile verità, siamo tutti destinati a morire, non usciremo mai vivi da qui. In questo senso se Annliese fosse nata in un ambiente buddista le cose sarebbero andate molto diversamente, perché il buddismo è una filosofia che permette il divenire, senza restare ancorati alla materia di cui è fatta la proria misera umanità, e senza perdere la dignità. Non una religione dogmatica che sfrutta, da Adam Kadmon, in poi, i materialissimi sensi di colpa di quei pochi che hanni insanguinato la terra, ingiustamente, e perversamente, per dimostrare le loro deliranti farneticazioni, che andrebbero raccolte solo nel Libero delle Favole.. Dio ha detto questo, Dio mi ha chiesto di fare quello. Tu sei colpevole!. Pentiti! Sei condannata! Delirio collettivo. La strada maestra della follia, nel caso di Annliese. Follia oppure santità? Me lo chiederà Daria, ma me lo chiedo anch’io. Dobbiamo sentirci tutti in colpa e sfoderare compassione oppure dire basta a queste fregnacce? Lasciare a Cesare quel che è di Cesare, e alla psichiaatria ciò che riguarda i malati di mente? La scienza divide le malattie in curabili, ed incurabili, come ad esempio il cancro. Il paraadigma della Scienza Umana è: “Nunca nada por definitivo”. Ciò che è vero oggi potrebbe non esserlo domani e viceversa. Madame Curie e la pennicilina, prima e dopo. Prima si moriva di polmonite, oggi, molto meno. L’esoterismo è accettare che tuto è definitivo, accettare la propria morte. Solo le religioni non accettano la morte, creando l’aspettativa, la fede, la speranza, di un dopo la morte. Così è impossibile capire che dietro la tende nulla è celato, e che il Tao Cosmico è indicibile. Il Tao cosmico è invisibile, impercettibile, innominabile, indiscutibile, inesprimibile; Il “Tao” esiste prima del cielo e della terra essendo la loro ragione e la loro sostanza, è l’unità di tutte le cose del movimento gnostico. Il Tao è invisibile e non udibile ma in esso esiste la forma …è indivisibile, e non gli si po’ aggiungere nulla, tanto meno nomi, Il Tao che si può nominare Non è il Tao eterno.
Le manifestazioni patologiche inspiegabili di una giovane cattolica sono terreno fertile per il proselitismo malefico che si protrae ormai da troppo tempo da chi si fa troppo furbo. Amore è una parola abusata. In una vita segnata da molte malattie e sofferenze sopportate eroicamente, ma imposte dall’ambiente, trova posto anche un referto di “epilessia isterica” da parte di un valente psichiatra. La storia di questa donna, che fu anche anoressica, è la prova che la follia non può essere arricchita da una dimensione soprannaturale a beneficio della Chiesa. Aldilà dei singoli fenomeni, cioè, esiste qualcosa di più, ma non è la santità appunto. E’ la dimensione velenosa del credo religioso qualunque esso sia, che impedisce di vivere per permettere ad altri di controllare la nostra vita. Nella vita di questa donna bavarese c’è solo sofferenza, e nessun riscatto anche dopo morta. La morte è stata l’unica estasi che ha provato mentre era in vita, ma Dio od Il Diavolo non c’entrano per nulla. C’entrano gli uomini, gli errori umani, l’ottusità spaventosa della dottrina, ed il falso smercio di amore, un tentativo fallito di sublimazione e di idealizzazione dell’amore. Una malata, candidata all’uso del Litio, curata con preghiere che muore, ignorata dalla Chiesa Romana e dall’opinione pubblica, grida ancora vendetta.

 

UOMINI E DONNE

L’astrologia insegna che le differenze tra uomo e donna sono fisiche,
in primis, e necessariamente anche caratteriali. La scienza indaga di
più sulle differerenze fisico-biologiche. Ad esempio da sempre si sa
che il cuore è il centro motorio ed emotivo della persona. In
astrologia è legato al Sole, al segno del Leone e alla quinta casa.

Ecco cosa dice la scienza: Una ricerca del National Institutes of
Health (NIH) indica che le donne spesso si trovano di fronte a un
nuovo sintomo un mese prima di un infarto del miocardio.Fra le 525
donne studiate ben in 95% ha riferito che circa un mese prima
dell’infarto ha avuto dei sintomi mai avuti prima e fra questi i più
comuni sono stati: fatica insolita (70.6%), disturbi del sonno
(47,8%), e respiro corto (42.1%).Sorprendentemente il 70% delle donne
non ha mai avuto dolore al petto un mese prima dell’ attacco di cuore
e ben il 43% non lo ha avuto neanche durante l’infarto. La maggior
parte dei medici continua invece a considerare il dolore al petto come
il principale sintomo sia negli uomini che nelle donne.Lo studio del
NIH, intitolato “I sintomi precoci dell’infarto del miocardio nelle
donne”, è uno dei primi a studiare i sintomi dal punto di vista
femminile e la sua importanza è legata ad una possibilità di diagnosi
precoce che è la principale terapia di questo evento.
Patricia A.Grady, ricercatrice e Direttrice del NINR dice:”E’ evidente
che i sintomi nelle donne non sono prevedibili come quelli degli
uomini. Questo studio permetterà sai alle donne che ai medici di
conoscere tutta questa ampia gamma di sintomi che sono alla base di un
infarto per non perdere la possibilità di una diagnosi precoce
dell’infarto miocardico, che è la prima causa di morte sia negli
uomini che nelle donne.”
I principali sintomi nelle donne un mese prima dell’infarto miocardico
sono:
Fatica insolita 70.6%Disturbi del sonno 47,8%Respiro corto
42.1%.Indigestione 39%Ansia 35%
I principali sintomi nelle donne durante dell’infarto miocardico
sono:Respiro corto 58%Stanchezza 55%Fatica insolita 43%Sudori freddi
39%Vertigini 39%
Una ulteriore ricerca del NIH suggerisce che ci sono possibili
differenze dei sintomi legate anche a differenze etiche e razziali
altra differenza la colonna vertebrale. Nella donna è diversa per
adattarsi alle esigenze del parto. LO STUDIO – Daniel Liberman e altri
ricercatori della Harvard University e della Cambridge University
riferiscono su Nature che la spina dorsale delle donne si è sviluppata
diversamente per bilanciare il peso del feto ed ha sviluppato nella
parte bassa della spina dorsale vertebre lombari che sono a forma di
cuneo. Inoltre le ossa (per la precisione le articolazioni
zigapofisiali ndr) che collegano le vertebre l’una all’altra sono più
larghe e rinforzate rispetto a quelle dei maschi, il che permette alle
stesse di sopportare un peso maggiore rimanendo allineate. Un uomo, se
fosse paradossalmente incinto, si “rovescerebbe”. Così infatti ha
commentato la notizia l’antropologa dell’Università del Wisconsin,
Karen Strudel: <<Ho sconsigliato, alla luce della scoperta, ai miei
colleghi maschi di rimanere in stato interessante>>. Si dorme anche in
modo diverso…
http://oknotizie.alice.it/go.php?us=103102a0d92f9750
L’astrologia invece dice che “la donna viene da Venere” e “l’uomo da
Marte”. Questa opposizione frontale esiste nel tema natale già dal
binomio Ariete Bilancia, prima e settima casa. Il principio del
bisogno e dell’azione (maschile) contrapposto al principio del
desiderio e dell’attesa(femminile)

Pubblicato da astrodieta di Pablo