LA FORZA DELLO SCORPIONE

In ambito previsionale l’astrologia utilizza fondamentalmente le energie di due segni, Sagittario e Pesci, e quindi due pianeti, Giove come la capacità di vedere, e Nettuno la visione mistica, l’intuizione, il sogno, la fantasia. Ci sono alcune cose che è bene prevedere, ma per tante altre, la maggioranza degli eventi, l’essere umano fa bene, meglio addirittura, a non saperle, se non altro per non togliere l’aspetto fondamentale della crescita, sorpresa e novità. Beata ignoranza quindi su certe cose, quando la capacità previsionale diventa inutile se non dannosa. Ma alcune previsioni sono fondamentali per la vita e la crescita, specie in tutte le attività lavorative, dalla prima, arcaica, come agricoltura e allevamento che sono basate su precisi calcoli, fino a quella che prevale oggi, nell’aspetto economico e bancario. Guardando avanti quest’anno dopo l’equinozio di primavera appena trascorso ci attendono primavera ed estate dove è bene prevedere una forte influenza Scorpionica. Lo Scorpione (Marte e Plutone lo dominano) è influenzato quest’anno da Saturno che già ora si affaccia sulla cuspide tra Bilancia e Scorpione. Non solo, ma a breve, fine Maggio finirà l’anno di Giove opposto.I pianeti cosidetti malefici sono tutti coinvolti nell’ottavo segno, ma ricordiamo che essi richiamano sostanzialmente un aspetto fondamentale in natura, morte e rinascita, sacrificio consapevole, e forza di combattere contro il destino avverso. L’abbandono, il lasciarsi andare, l’aprire se stessi all’incontro intimo e profondo con l’altro, non appartiene allo Scorpione che con la simbologia di Marte e dell’Aquila, significa solitudine e totale assenza di nemici. Nella simbologia del Serpente (e del peccato bisognerebbe dire visto che siamo in un paese cattolico) rappresenta la paura. Nell’altro senso, quello della Fenice, qualcosa di meraviglioso, la vittoria sulla paura che fa oltrepassare i propri limiti. Nello Scorpione, il suicidio, visto che l’animale con lo stesso nome, se circondato dal Fuoco, si uccide. Quindi il coraggio, la perseveranza, l’empatia, la sensibilità intensa e penetrante dello Scorpione, ci darà la spinta ad evolverci, anche se ci costerà moltissimo, ma guadegneremo altrettanto, solo col fatto di vincere la paura, l’esasperato attaccamento all’io e un’ossessiva ricerca di controllo sugli altri che è la vera minaccia di questi tempi, e che si realizza attraverso l’uso malefico del potere del denaro, della politica, del sesso, e della manipolazione.

Tutte cose descritte benissimo da due sommi poeti, così diversi e lontani ma che parlano del medesimo argomento. Uno, Neruda, “Chiedo il permesso di (ri)nascere”, potentemente lirico, l’altro il romano Trilussa, ironico e beffardo, ne”Lo Scorpione”.

CHIEDO SILENZIO
Pablo Neruda

Ora, lasciatemi tranquillo.
Ora, abituatevi senza di me.
Io chiuderò gli occhi

E voglio solo cinque cose,
cinque radici preferite.

Una è l’amore senza fine.

La seconda è vedere l’autunno.
Non posso vivere senza che le foglie
volino e tornino alla terra.

La terza è il grave inverno,
la pioggia che ho amato, la carezza
del fuoco nel freddo silvestre.

La quarta cosa è l’estate
rotonda come un’anguria.

La quinta cosa sono i tuoi occhi.

Matilde mia, beneamata,
non voglio dormire senza i tuoi occchi,
non voglio esistere senza che tu mi guardi:
io muto la primavera
perché tu continui a guardarmi.

Amici, questo è ciò che voglio.
E’ quasi nulla e quasi tutto.

Ora se volete andatevene.

Ho vissuto tanto che un giorno
dovrete per forza dimenticarmi,
cancellandomi dalla lavagna:
il mio cuore è stato interminabile.

Ma perché chiedo silenzio
non crediate che io muoia:
mi accade tutto il contrario:
accade che sto per vivere.

Accade che sono e che continuo.

Non sarà dunque che dentro
di me cresceran cereali,
prima i garni che rompono
la terra per vedere la luce,
ma la madre terra è oscura:
e dentro di me sono oscuro:
sono come un pozzo nelle cui acque
la notte lascia le sue stelle
e sola prosegue per i campi.

E’ che son vissuto tanto
e che altrettanto voglio vivere.

Mai mi son sentito sé sonoro,
mai ho avuto tanti baci.

Ora, come sempre, è presto.
La luce vola con le sue api.

Lasciatemi solo con il giorno.
Chiedo il permesso di nascere.

Lo Scorpione
(Trilussa)
“Quanno che lo Scorpione s’innamora
chiama la Scorpioncina, je s’accosta
e lì je fa la solita proposta
come se fosse propio una signora.
Pija un pretesto pe’ portalla a spasso
de dietro a quarche sasso,
je zompa addosso eppoi
credo che, su per giù, fa come noi.
Ma er divario sta in questo: la compagna,
appena ch’è finito er pangrattato,
s’avventa su l’amico disgrazziato,
l’ammazza, lo fa a pezzi e se lo magna.
Una vorta, in campagna,
viddi ‘sta scena e dissi in mente mia:
Sarà quarche delitto passionale,
soliti drammi de la gelosia…-
Ma la Scorpiona indovinò er pensiero
e disse: – Nun è vero!
Pe’ nojantre è un istinto naturale
ch’è la legge più bella che ce sia.
Noi sapemo ch’er maschio è traditore:
finché j’annamo a ciccio è così bono
che ce spalanca tutto: anima e core
e ce mette su un trono.
Ma, appena trova quello che cercava
e s’è levato li capricci sui,
monta sur trono lui
e la povera femmina è la schiava.
Io, però, che so’ furba e previdente,
pe’ nun vedé la fine de l’amore
ammazzo er maschio anticipatamente…-

E con un’aria da soddisfazzione
la Scorpioncina agnede fra le piante
pe’ rosicà la coda de l’amante:
l’urtimo avanzo de la relazzione.” scorpione-3.jpg

LA FORZA DELLO SCORPIONEultima modifica: 2012-03-24T17:25:00+00:00da pabloandres
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